Pina Kalč e la musica di Johann Sebastian Bach
Relatore: Roberto Calabretto
Violino: Giulia Scudeller
Voce recitante: Paolo Mutti
L’incontro con Johann Sebastian Bach, ricordato e sottolineato in più luoghi come determinante nel suo cinema in forma di poesia, risale agli anni della primavera friulana grazie all’incontro con Pina Kalč, profuga a Casarsa in seguito all’occupazione tedesca della Slovenia. È Pina che gli fa conoscere il Siciliano e la Ciaccona, due opere che nel giovane Pasolini danno vita a delle vere e proprie folgorazioni, raccolte in appunti di rara bellezza in cui traspare la maniera singolare con cui egli si avvicina alla musica del Kantor tedesco. Pasolini ascolta e interpreta Bach servendosi degli strumenti della poesia. Se leggiamo il suo saggio dedicato al Siciliano della Prima Sonata in Sol minore restiamo sorpresi dalla singolare maniera con cui egli si avvicina alla complessità di questa pagina. In questo scritto – letto in pubblico da Pasolini ma edito solo nel 1999 – compaiono alcune consapevolezze ermeneutiche, quali l’impossibilità di interpretare pienamente ed adeguatamente un’opera musicale con il lessico ordinario oppure, quella ben più importante, che la musica, arte impossibilitata a trasmettere un contenuto semantico, trova un senso non in se stessa ma ne viene piuttosto dotata da chi l’ascolta.
In collaborazione con:
Accademia d’archi Arrigoni, Comune di Casarsa.